venerdì 6 luglio 2018

E Gesù diventò Dio: L'esaltazione di un predicatore ebreo della Galilea di Bart D. Ehrman



E Gesù diventò Dio: L'esaltazione di un predicatore ebreo della Galilea di  


Normalmente trovo la teologia meno solida dell'aria fritta, ma i libri di Ehrman sulla storia dei primi secoli del cristianesimo sono favolosi per come riescono ad inquadrare quei secoli turbolenti e così importanti per l'Occidente.
Questo libro non fa eccezione, pur trattando del tema teologico per eccellenza: la natura di Gesù.
Con pazienza, passione e caparbietà Ehrman traccia il percorso che i cristiani hanno fatto compiere alla figura di Gesù: da predicatore apocalittico a Dio.
Sembra assurdo, ma leggendo questo libri ci si appassiona alla vicenda

giovedì 5 luglio 2018

Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons



Watchmen di Alan Moore e  Dave Gibbons 

E questo è un capolavoro assoluto!
I personaggi sono meravigliosi, nelle loro meschinità come nella grandezza.
Il racconto è implacabile.

mercoledì 4 luglio 2018

Picnic ad hanging rock miniserie

Non ho letto il libro, acquistato in edicola  allegato ad un quotidiano (credo l'Unità), perché in quel periodo ancora lo spacciavano per una storia vera e a me quando c'è odore di pagnosticismo  viene l'orticaria, ma lo comprai perché comunque aveva ispirato il capolavoro di Weir che mi aveva affascinato negli anni "70.
Del film conservo un ricordo meraviglioso, sia per le immagini, che per la musica e la storia.

Ho cominciato a vedere la miniserie senza particolari aspettative: difficilmente avrebbe potuto essere migliore di un capolavoro.
Infatti è tutta un'altra cosa.
Qualche bella immagine del luogo si salva, per il resto è parecchio noioso e spesso irrilevante.


martedì 3 luglio 2018

the circle di James Ponsoldt

Sulla pervasività della tecnologia e la fine della privacy esistono diversi film, alcuni molto belli (La morte in diretta , The final cut e un paio di episodi di Black Mirror quelli che vengono subito alla mente); e ci sono poi i classici 1984, Il nuovo mondo, Fahrenheit 451 eccetera.
Tutti, in un modo o nell'altro riescono a comunicare il pericolo del pensiero unico, della tecnologia al servizio dello spettacolo e del potere.
Perché The circle è diverso e, potenzialmente, più terribile?
Perché la tecnologia esiste ora, perché già siamo lì dentro e ci siamo volontariamente ed entusiasticamente.
E' un film made in Hollywood, quindi il finale, per quanto disturbante, è la solita delusione, ma per tutto il film si trema: non c'è quasi differenza tra le immagini nel film e ciò che si vede quotidianamente per la strada e tra amici e conoscenti.
Non è una bella sensazione.

lunedì 2 luglio 2018

Fahrenheit 451 di Ramin Bahrani



Fahrenheit 451 di Ramin Bahrani


Esistono due affermazioni che, un po' mi irritano ogni volte che le ascolto o leggo e sono:
"Il libro è meglio del film"
"Il rifacimento è peggio dell'originale"
Di solito parto con l'elenco di film libri e rifacimenti che smentiscono queste generiche affermazioni.
Non è il caso di questo film.
Il libro è davvero meglio del film e l'originale (anche se tecnicamente sono due film tratti dallo stesso romanzo, quindi non esiste un film originale) è mille e più volte meglio del rifacimento. 

Di questo film ipertecnologico ho apprezzato la capacità letargica: ho dormito per quasi metà tempo.
E con i film mi accade davvero di rado, anche con film pessimi riesco a restare sveglio perché comunque sono facilmente preda della storia: se pure è ciofeca, devo comunque sapere come va a finire e fino a quale bassezza dialoghi e trama riescono a toccare.
Con questo film no; neppure la curiosità ha potuto contro la noia.
In fondo non sarebbe poi negativo: se i film annoiano allora forse i libri non sono poi così male :)





Otranto 1480: Il sultano, la strage, la conquista di Vito Bianchi


Otranto 1480: Il sultano, la strage, la conquista 
di  Vito Bianchi  


Il racconto del momento nella storia d'Italia in cui si è arrivati tanto così da diventare provincia dell'Impero Ottomano. O di ritornare a far parte dell'Impero Romano d'Oriente di cui il sultano si riteneva legittimo erede.
Il racconto è non solo ben documentato, ma per di più l'autore, oltre a riportare stralci di lettere in cui si narravano i fatti ai contemporanei, riesce a far vivere al lettore quei momenti di sangue sudore dolore e malattia con una scrittura al limite della narrativa.
Ancora una volta i comuni italiani si sono dimostrati incapaci di guardare al di là del proprio naso.
Fosse stato per loro, dopo Otranto sarebbe capitolato il regno aragonese di Napoli e poi, in rapida successione, Il papato e via via le signorie Fiorentina e Milanese.
La peste, la morte di Maometto II, le congiure di palazzo a Istanbul e tanta tanta fortuna, hanno impedito l'islamizzazione dell'Italia e poi dell'Europa.
A leggere delle diatribe tra sovranisti e globalisti dei nostri giorni sembra di rivivere quella situazione.
Speriamo anche questa volta nella fortuna.

Dio, l'uomo e il diavolo di François Fejtö


Dio, l'uomo e il diavolo di François Fejtö


Interessante compendio dell'immagine che l'uomo occidentale ha dato alla divinità e al diavolo nel corso del tempo.
L'autore riconosce quanto di umano esista in queste figure, ma non nega comunque l'esistenza del divino; l'uomo risulta quindi solo artefice del male nel mondo e sola possibilità di bene.
Si può non essere d'accordo con la tesi conclusiva, ma non si può negare la chiarezza dell'esposizione dell'avventura giudaico/cristiana.
Da leggere con animo leggero e mente aperta.