martedì 10 luglio 2018

Thor ragnarok

Mancano Kenneth Branagh o James Gunn alla regia e si vede.
Il film non è brutto, magari chi non conosce la mitologia norrena potrebbe anche restare affascinato dall'immagine del conflitto tra divinità, anche se qui si risolve in ben poca cosa, non ostante il dispiegamento di effetti speciali (sempre uguali sempre quelli).
Ci sono battute divertenti e c'è Jeff Goldblum che è sempre godibile quando si prende in giro è davvero una delizia ascoltarlo.
La dea della morte con accento british è splendida.
Per il resto un film godibile nella tradizione Marvel, ormai senza Whedon, ma con le immancabili comparsate di Stan Lee che forse quasi da sole meritano la visione del film :))

La parte migliore del film?
"Asgard non è un luogo è il suo popolo"

lunedì 9 luglio 2018

Madame Bovary di Sophie Barthes




Una Madame Bovary raccontata da una donna, con molti silenzi e, non ostante la storia, una bella atmosfera. Manca lo strazio, la figura del marito, la figlia, la sequenza della carrozza ... insomma tutto quanto ha reso celebre il romanzo e il film del 1949.
Qui c'è solo Emma con i tempi morti della realtà e il sogno di amori che si scontrano con lo squallore quotidiano.
Non un capolavoro, ma un bel film.




Fahrenheit 451 di Ray Bradbury


Fahrenheit 451


Sono passati decenni da quando fu scritto questo romanzo e non ha perso un briciolo di attualità, anzi!
Sempre più gente non legge, fonda le proprie relazioni sulle chiacchiere nei social, fa politica a suon di slogan che non hanno alcun senso e sono totalmente slegati dalla realtà, fuggono la complessità e la carenza di risposte certe immediate semplici, rifugiandosi nel televisione e stampa deteriore.
Un romanzo splendido e terribile che parla dei nostri giorni come spesso la fantascienza sa fare.

venerdì 6 luglio 2018

E Gesù diventò Dio: L'esaltazione di un predicatore ebreo della Galilea di Bart D. Ehrman



E Gesù diventò Dio: L'esaltazione di un predicatore ebreo della Galilea di  


Normalmente trovo la teologia meno solida dell'aria fritta, ma i libri di Ehrman sulla storia dei primi secoli del cristianesimo sono favolosi per come riescono ad inquadrare quei secoli turbolenti e così importanti per l'Occidente.
Questo libro non fa eccezione, pur trattando del tema teologico per eccellenza: la natura di Gesù.
Con pazienza, passione e caparbietà Ehrman traccia il percorso che i cristiani hanno fatto compiere alla figura di Gesù: da predicatore apocalittico a Dio.
Sembra assurdo, ma leggendo questo libri ci si appassiona alla vicenda

giovedì 5 luglio 2018

Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons



Watchmen di Alan Moore e  Dave Gibbons 

E questo è un capolavoro assoluto!
I personaggi sono meravigliosi, nelle loro meschinità come nella grandezza.
Il racconto è implacabile.

mercoledì 4 luglio 2018

Picnic ad hanging rock miniserie

Non ho letto il libro, acquistato in edicola  allegato ad un quotidiano (credo l'Unità), perché in quel periodo ancora lo spacciavano per una storia vera e a me quando c'è odore di pagnosticismo  viene l'orticaria, ma lo comprai perché comunque aveva ispirato il capolavoro di Weir che mi aveva affascinato negli anni "70.
Del film conservo un ricordo meraviglioso, sia per le immagini, che per la musica e la storia.

Ho cominciato a vedere la miniserie senza particolari aspettative: difficilmente avrebbe potuto essere migliore di un capolavoro.
Infatti è tutta un'altra cosa.
Qualche bella immagine del luogo si salva, per il resto è parecchio noioso e spesso irrilevante.


martedì 3 luglio 2018

the circle di James Ponsoldt

Sulla pervasività della tecnologia e la fine della privacy esistono diversi film, alcuni molto belli (La morte in diretta , The final cut e un paio di episodi di Black Mirror quelli che vengono subito alla mente); e ci sono poi i classici 1984, Il nuovo mondo, Fahrenheit 451 eccetera.
Tutti, in un modo o nell'altro riescono a comunicare il pericolo del pensiero unico, della tecnologia al servizio dello spettacolo e del potere.
Perché The circle è diverso e, potenzialmente, più terribile?
Perché la tecnologia esiste ora, perché già siamo lì dentro e ci siamo volontariamente ed entusiasticamente.
E' un film made in Hollywood, quindi il finale, per quanto disturbante, è la solita delusione, ma per tutto il film si trema: non c'è quasi differenza tra le immagini nel film e ciò che si vede quotidianamente per la strada e tra amici e conoscenti.
Non è una bella sensazione.