Gli italiani in Africa orientale. Vol. 1: Dall'Unità alla Marcia su Roma
Primo volume di un'opera monumentale e spietata sull'imperialismo straccione dell'Italia. Deprimente. Una classe politica di indecisi a tutto o di megalomani che si è affidata ad un branco di avventurieri e traffichini.
Con calma legger gli altri volumi della serie, ma per ora devo riprendermi dalla depressione derivata dalla conoscenza di tanta incapacità.
Non ho mai amato Lovecraft e l'Alan Moore anni 2000 non mi entusiasma, quindi mi son avvicinato a questo fumetto parecchio perplesso.
Non è un capolavoro.
C'è un sacco di sesso e parecchia fuffa.
A conti fatti non mi è dispiaciuto, il finale non è malvagio.
Non ci ho trovato l'Alan Moore che mi aveva affascinato negli anni novanta, ma credo che ormai sia ufficialmente andato chissà dove, sostituito dal mago fuffologico a tempo pieno.
Peccato.
Colei che ha gli occhi aperti a ogni luce
Amalia Guglielminetti
Colei che ha gli occhi aperti a ogni luce
E comprende ogni grazia di parola
Vive di tutto ciò che la seduce.
Io vado attenta perché vado sola
E il mio sogno che sa goder di tutto
Se sono un poco triste mi consola.
In succo ho spremuto ogni buon frutto,
ma non mi volli saziare e ancora
nessun mio desiderio andò distrutto.
Perciò, pronta al fervor, l’anima adora
Per la sua gioia, senza attender doni,
e come un razzo in ciel notturno ogni ora
mi sboccia un riso di seduzioni.
Un agile libretto sulla bellezza e importanza della scrittura a mano e sopratutto della bella scrittura.
Non so cosa mi aspettassi da questo libro che tanto mi aveva interessato, ma non l'ho trovato.
Forse perché il suo scopo è suscitare curiosità verso la calligrafia, cosa che io già avevo sin da ragazzo, essendo incapace di usare con garbo carta e penna.
Peccato, il tono è quello di una vera appassionata e le argomentazioni, pur essendo solide, hanno un afflato poetico che non dispiace.
Forse un po' meglio dei precedenti, forse.
Il finale è un po' così, un po' cosà, nulla di che.
Abbastanza drammatico, questo sì.
Se pure non l'avessi letto non sarebbe cambiato nulla: una storia inutile, raccontata con confusione e tanta fuffa.
Peccato per i personaggi, che rimangono molto belli, persino Orlando.
Caotico, drammatico, inconcludente.
Tutti i difetti del primo Century sono moltiplicati in questa seconda avventura.
Personaggi fantastici in una storia sbagliata.
E' sempre più chiaro che Moore avrebbe dovuto fermarsi al secondo volume della TLOEG.
Dopo secoli, finalmente, con la rivoluzione francese, un governo decide sul serio di trovare unità di pesi e misure e lo fa basandosi sulla unità di lunghezza.
Parte un'avventura che, attraverso guerre, Terrore, profondi drammi personali alla fine porterà al metro al litro e al kilogrammo.
I nomi dei protagonisti li troviamo sui libri di testo in un sacco di materie scientifiche, ma penso proprio che ciò che hanno fatto per i pesi e le misure è l'apice della loro grandezza.
Inutile sottolineare come Guedj riesce a raccontare la vicenda esattamente come il romanzo d'avventura che è stato.