lunedì 2 luglio 2018
Fahrenheit 451 di Ramin Bahrani
Fahrenheit 451 di Ramin Bahrani
Esistono due affermazioni che, un po' mi irritano ogni volte che le ascolto o leggo e sono:
"Il libro è meglio del film"
"Il rifacimento è peggio dell'originale"
Di solito parto con l'elenco di film libri e rifacimenti che smentiscono queste generiche affermazioni.
Non è il caso di questo film.
Il libro è davvero meglio del film e l'originale (anche se tecnicamente sono due film tratti dallo stesso romanzo, quindi non esiste un film originale) è mille e più volte meglio del rifacimento.
Di questo film ipertecnologico ho apprezzato la capacità letargica: ho dormito per quasi metà tempo.
E con i film mi accade davvero di rado, anche con film pessimi riesco a restare sveglio perché comunque sono facilmente preda della storia: se pure è ciofeca, devo comunque sapere come va a finire e fino a quale bassezza dialoghi e trama riescono a toccare.
Con questo film no; neppure la curiosità ha potuto contro la noia.
In fondo non sarebbe poi negativo: se i film annoiano allora forse i libri non sono poi così male :)
Otranto 1480: Il sultano, la strage, la conquista di Vito Bianchi
Otranto 1480: Il sultano, la strage, la conquista
di Vito Bianchi
Il racconto del momento nella storia d'Italia in cui si è arrivati tanto così da diventare provincia dell'Impero Ottomano. O di ritornare a far parte dell'Impero Romano d'Oriente di cui il sultano si riteneva legittimo erede.
Il racconto è non solo ben documentato, ma per di più l'autore, oltre a riportare stralci di lettere in cui si narravano i fatti ai contemporanei, riesce a far vivere al lettore quei momenti di sangue sudore dolore e malattia con una scrittura al limite della narrativa.
Ancora una volta i comuni italiani si sono dimostrati incapaci di guardare al di là del proprio naso.
Fosse stato per loro, dopo Otranto sarebbe capitolato il regno aragonese di Napoli e poi, in rapida successione, Il papato e via via le signorie Fiorentina e Milanese.
La peste, la morte di Maometto II, le congiure di palazzo a Istanbul e tanta tanta fortuna, hanno impedito l'islamizzazione dell'Italia e poi dell'Europa.
A leggere delle diatribe tra sovranisti e globalisti dei nostri giorni sembra di rivivere quella situazione.
Speriamo anche questa volta nella fortuna.
Dio, l'uomo e il diavolo di François Fejtö
Dio, l'uomo e il diavolo di François Fejtö
Interessante compendio dell'immagine che l'uomo occidentale ha dato alla divinità e al diavolo nel corso del tempo.
L'autore riconosce quanto di umano esista in queste figure, ma non nega comunque l'esistenza del divino; l'uomo risulta quindi solo artefice del male nel mondo e sola possibilità di bene.
Si può non essere d'accordo con la tesi conclusiva, ma non si può negare la chiarezza dell'esposizione dell'avventura giudaico/cristiana.
Da leggere con animo leggero e mente aperta.
venerdì 29 giugno 2018
L'inganno di Sofia Coppola
Contrariamente al film di Don Siegel che, titolo a parte, sfiora il capolavoro per la tensione e per come caratterizza i personaggi principali e al romanzo di Cullinana che ha un bel crescendo e soprattutto dà voce ad ogni singolo personaggio in maniera credibile e, a volte, avvincente, questo film delude su tutti i fronti.
Belle immagini di luce tra gli alberi imponenti e interni al lume di candela, ma nulla più.
Personaggi inconsistenti e tensione nulla.
Tutto si svolge senza una particolare ragione, nulla sappiamo delle dinamiche tra le insegnanti, le insegnanti e le ragazze e tra le ragazze; la fascinazione per il soldato nasce così da una inquadratura all'altra senza nulla a suggerire il passare del tempo e i trascorsi insieme.
Peccato, dalla regista di Lost in traslatione e Marie
Antoniette mi aspettavo parecchio di più, ma tanto parecchio di più.
Belle immagini di luce tra gli alberi imponenti e interni al lume di candela, ma nulla più.
Personaggi inconsistenti e tensione nulla.
Tutto si svolge senza una particolare ragione, nulla sappiamo delle dinamiche tra le insegnanti, le insegnanti e le ragazze e tra le ragazze; la fascinazione per il soldato nasce così da una inquadratura all'altra senza nulla a suggerire il passare del tempo e i trascorsi insieme.
Peccato, dalla regista di Lost in traslatione e Marie
Antoniette mi aspettavo parecchio di più, ma tanto parecchio di più.
giovedì 28 giugno 2018
O capitano! Mio capitano! di Walt Whitman
O capitano! Mio capitano!
Walt Whitman
Oh! Capitano, mio Capitano, il tremendo viaggio è compiuto,
La nostra nave ha rotto tutte le tempeste: abbiamo conseguito il premio desiderato.
Il porto è prossimo; odo le campane, il popolo tutto esulta.
Mentre gli occhi seguono la salda carena,
La nave severa ed ardita.
Ma o cuore, cuore, cuore,
O stillanti gocce rosse
Dove sul ponte giace il mio Capitano.
Caduto freddo e morto.
O Capitano, mio Capitano, levati e ascolta le campane.
Levati, per te la bandiera sventola, squilla per te la tromba;
Per te mazzi e corone e nastri; per te le sponde si affollano;
Te acclamano le folle ondeggianti, volgendo i cupidi volti.
Qui Capitano, caro padre,
Questo mio braccio sotto la tua testa;
È un sogno che qui sopra il ponte
Tu giaccia freddo e morto.
Il mio Capitano tace: le sue labbra sono pallide e serrate;
Il mio padre non sente il mio braccio,
Non ha polso, nè volontà;
La nave è ancorata sicura e ferma ed il ciclo del viaggio è compiuto.
Dal tremendo viaggio la nave vincitrice arriva col compito esaurito,
Esultino le sponde e suonino le campane!
Ma io con passo dolorante
Passeggio sul ponte, ove giace il mio Capitano caduto freddo e morto.
martedì 26 giugno 2018
lunedì 25 giugno 2018
O notte, o dolce tempo, benché nero di Michelangelo Buonarroti
O notte, o dolce tempo, benché nero
Michelangelo Buonarroti
O notte, o dolce tempo, benché nero,
con pace ogn’ opra sempr’ al fin assalta;
ben vede e ben intende chi t’esalta,
e chi t’onor’ ha l’intelletto intero.
Tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero;
ché l’umid’ ombra ogni quiet’ appalta,
e dall’infima parte alla più alta
in sogno spesso porti, ov’ire spero.
O ombra del morir, per cui si ferma
ogni miseria a l’alma, al cor nemica,
ultimo delli afflitti e buon rimedio;
tu rendi sana nostra carn’ inferma,
rasciughi i pianti e posi ogni fatica,
e furi a chi ben vive ogn’ira e tedio.
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