Harry Potter and the Deathly Hallows - J.K. Rowling
Il più sanguinoso della serie.
Il più doloroso e ricco di dramma.
I dubbi, le paure, il tragico e l'amore.
Una splendida conclusione.
Harry Potter and the Deathly Hallows - J.K. Rowling
Il più sanguinoso della serie.
Il più doloroso e ricco di dramma.
I dubbi, le paure, il tragico e l'amore.
Una splendida conclusione.
Il morso della vipera - Alice Basso
Sempre simpatiche le protagoniste delle storie di Alice Basso e sempre interessanti le sue storie.
Gli uomini non ci fanno una bella figura nel complesso, ma suscitano comunque un sorriso.
Qui siamo negli anni 30 del novecento tra dattilografe, fascisti e tanti pulp magazines :)
La storia è avvincente e il suo dispiegarsi non fa una grinza.
Lettura piacevole e appassionante.
Harry Potter and the Half-Blood Prince - J.K. Rowling
Molto drammatico e un bel po' irritante.
Ci sono perdite, elaborazione del lutto, innamoramenti e ripicche d'amore.
Come in tutte le serie, ci sono situazioni che si ripetono oltre ogni ragionevolezza, su tutte il fatto che Harry nota qualcosa di importante e grave e tutti la sottovalutano, poteva aver senso i primi due tre volumi, ma ormai siamo al sesto anno, dovrebbero essere tutti a pendere dalle labbra del protagonista, e invece ... Pazienza, è così con quasi tutte le serie.
La figlia della luna - Patricia Briggs
Interessante, un po' troppi spiegoni, ma complessivamente una bella storia, credible con un bello sforzo di sospensione di credulità.
Bel personaggio, abbastanza nuovo :), che promette bene per i seguiti.
Harry Potter and the Order of the Phoenix (Harry Potter #5) - J.K. Rowling
Umano, troppo umano.
Lo sono tutti i personaggi di questo quinto volume della saga.
Anche i "cattivi" non legati a Woldermort hanno le loro "buone" ragioni per comportarsi male.
Forse Umbridge è un po' troppo macchietta, ma, a modo suo, ci sta bene.
Primo
Volge lo sguardo stranito un po’ qui e un po’ lì l’immaginario lettore di un poema non ancora scritto per mancanza di tempo e di volontà, diciamo, e cerca una ragione per chiedersi “perché qui, perché adesso?” senza sembrare l’ultimo arrivato ad un consesso di esperti in qualcosa di estremamente complesso e totalmente inutile.
Ecco, questo è quanto avrebbe voluto dire quel giorno che pioveva a dirotto per la strada deserta in attesa dell’autobus già passato da una buona mezz’ora e non ancora tornato, però poi aveva cambiato idea e si era nascosto in un portone appena accostato di un palazzo in disarmo.
Fu solo dopo qualche tempo che si rese conto di non avere alcuna speranza.
In fondo un ombrello non avrebbe cambiato poi tanto la situazione.
Forse.
Ovunque proteggi
lo sguardo vago
che gironzola sonnolento
nel sole abbacinante
in attesa di un vento fresco
che sorregga
una flebile speranza di rinnovamento
sotto l’oscuro manto stradale